CORONA VIRUS: A SAN DONATO NEL GRUPPO ENI 12.000 LAVORATORI A CASA

CGIL - CISL - UIL
COMUNICATO UNITARIO LOMBARDIA
Marzo 12, 2020
ENI San Donato Milanese

Fabio Pennati: “Registriamo positivamente la scelta dello smart working o del permesso retribuito per la salute dei lavoratori”

Monza 05 marzo 2020 – Il Corona Virus continua a mietere le sue vittime. Un numero altissimo se calcolato sui gironi di lavoro persi e non sui decessi. E a farne le spese sono proprio i lavoratori che, per il giusto contenimento del virus non possono o non devono lavorare.

Accade anche a San Donato dove il Gruppo Eni ha lasciato a casa 12.000 (dodicimila) lavoratori appartenenti a Eni, Snam Rete Gas e Saipem. Lasciati a casa si ma a lavorare con lo smart working o, se impossibilitati, in permesso retribuito.

Una vera e proprio novità, accelerata proprio dalla presenza dell’emergenza nazionale dovuta al Corona virus che apre nuove forme lavorative e nuove possibilità sia per il mercato del lavoro che per le lavoratrici e i lavoratori stessi.

Certo il numero letto così fa davvero rabbrividire – sottolinea Fabio Pennati Segretario Generale Lombardia di Uiltec – ma si tratta di persone che continuano a lavorare anche da casa aprendo un nuovo fronte nel modo di concepire il lavoro. Per alcune mansioni poi la scelta di consentire di usufruire di permessi retribuiti rappresenta davvero un salto di qualità e di civiltà. Come Uiltec Lombardia non possiamo non giudicare positivamente tale iniziativa che, oltre a salvaguardare la forza lavoro in una situazione emergenziale, garantisce un’efficace conciliazione vita-lavoro anche in relazione alla chiusura degli istituti scolastici lombardi”.

Finora lo smart working, nel nostro paese ha fatto davvero molta fatica a trasformarsi in modello organizzativo capillarmente diffuso venendo praticato prevalentemente per iniziativa illuminata di aziende o realtà professionali specifiche.

L’utilizzo dello smart working – conclude Pennati – ha permesso di cambiare il modo in cui si portano avanti i processi, ma anche gli incarichi, le mansioni e l’attività stessa dei dipendenti. Ora con questa emergenza il modello appare sempre più concreto e percorribile per migliaia di lavoratori che possono garantire produttività per l’azienda, reddito personale e stile di vita decisamente migliorato”.

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